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giovedì 7 novembre 2019

STEP #07 - UN FILM



UN FILM

La palazzina ha ospitato nel corso degli anni le riprese di diversi film tra i quali:
Guerra e pace

  •  "Guerra e pace", film del 1956 diretto da King Vidor, tratto dall'omonimo romanzo di Lev Tolstoj 
  •  "I banchieri di Dio", film del 2002 di Giuseppe Ferrara, tratto dall'omonimo libro curato da Mario Almerighi.
  •  "Prendimi l'anima", film del 2002 diretto da Roberto Faenza. Pellicola biografica ispirata alla figura della psicoanalista russa Sabina Spielrein e al suo rapporto sia terapeutico che amoroso con Jung
  • I banchieri di Dio
  • Nel luglio 2016 è stata il set del film Ulysses - A dark odissey.









nel Link qui sotto è possibile visionare un filmato in cui è possibile vedere le varie scene dei film girati presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi con rimando al relativo film:

STEP #06 - IL NOME DEL LUOGO



IL NOME DEL LUOGO

Il territorio dove attualmente sorge la Palazzina era chiamato in età medioevale "Suppunicum", nome proprio di uno dei generali di Carlo Magno che rilevò la proprietà e, allora come adesso, sorgeva un piccolo castello ancora visibile vicino la Palazzina.
Una versione primitiva della Palazzina, fatta erigere da Bonifacio Solaro, venne inaugurata con il nome "Castelvecchio".
Solo dopo una serie di passaggi di proprietà che la portarono per le mani dei Savoia poi dei Pallavicino, poi all'ordine Mauriziano e poi di nuovo in mano ai Savoia, la Palazzina prese la forma che ancora oggi conserva con il nome di "Palazzina di Caccia di Stupinigi" che ben descrive lo scopo per cui venne costruita.


-Sitografia:
http://www.torinotoday.it/cronaca/stupinigi-palazzina-curiosita-leggende.html
http://www.thelightcanvas.com/stupinigi-storia-e-curiosita-di-una-palazzina-di-caccia/

#5 - IL MITO


Il Mito di Diana

La dea, essendo collegata all'immaginario della caccia, è quindi frequentemente rappresentata all'interno dei quadri presenti nelle dimore Sabaude, prima fra tutte la Palazzina di Caccia di Stupinigi, in quanto utilizzata per la pratica venatoria.

Nell' Inno Ad Artemide ( che a  Roma fu associata alla figura di Diana) del poeta Callimaco, si racconta come Diana, a tre anni, chiese al padre (zeus) di rimanere eternamente vergine, di avere un arco ricurvo forgiato dai Ciclopi; di concederle sessanta Oceanine di nove anni come ancelle e venti ninfe figlie del fiume Amnìso perché si curino dei suoi calzari e dei suoi cani quando non caccia; di darle tutti i monti e quante città vorrà lui dedicarle.
Zeus accontentò la figlia e inoltre le donò tre città  e la nominò custode delle strade e dei porti.

Eccola rappresentata qui affianco, la dea imbraccia il suo arco e la sua faretra come il mito racconta. l'affresco e visibile presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi.

Sitografia:
-https://www.templumdianae.com/index/cronache-pagane/cronache-diana/la-dea-diana/il-mito-di-diana/
-https://www.templumdianae.com/index/cronache-pagane/cronache-diana/la-dea-diana/le-leggende-della-dea-diana/
-http://ordinemauriziano.it/il-mito-i-cicli-narrativi-nelle-decorazioni-e-negli-arredi?page=50